⚛️ Questa collezione rimane la preferita di Zack, perché riflette la sua pratica personale di meditazione profonda, che talvolta può durare fino a sei ore senza che muova neppure un sopracciglio. Durante queste immersioni senza tempo, descrive la sensazione di dissolversi nello stesso campo di vuoto incarnato da queste opere: uno stato in cui il corpo scompare, la mente si dissolve e soltanto la pura consapevolezza continua a respirare.
Quando ritorna da questi stati meditativi, a volte ha la sensazione che siano trascorsi soltanto venti minuti. Questa percezione alterata del tempo rivela una verità profonda: il tempo stesso non è reale, ma una creazione del cervello, una fragile costruzione sovrapposta all’eterno. Nel vuoto non esistono orologi, ore o minuti. Esiste soltanto l’infinito che si ripiega su se stesso, il silenzio che diventa suono e l’io che si fonde con il campo sconfinato della creazione.
Il vuoto: sacro, silenzioso, infinito.
Il luogo in cui tutto diventa possibile.
Il luogo in cui lo yogi si dissolve.
Il luogo in cui l’«io» viene completamente dimenticato.
Questa serie cattura l’inafferrabile stato del vuoto, conosciuto anche come campo del punto zero: uno spazio descritto sia negli stati yogici avanzati sia nella fisica quantistica come origine di ogni creazione. È il non-essere assoluto, uno stato che trascende l’identità, il riflesso e l’ego.